|

|
20
Giugno 2008 - Giornata Mondiale
del
Rifugiato
Dichiarazione
di Filippo Miraglia, responsabile immigrazione arci
In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato vogliamo esprimere la
nostra forte preoccupazione per le modifiche introdotte dal c.d. Pacchetto
Sicurezza in materia di diritto d'asilo.
I provvedimenti che costituiscono il "pacchetto" intervengono
illegittimamente su un processo di modifica della normativa ancora in corso,
cioè il recepimento delle due direttive europee note come "direttiva
qualifiche" e "direttiva procedure", per il quale si attende
ancora il regolamento di attuazione.
Tali provvedimenti sono inoltre in contrasto con norme importanti come
l'art. 3 della Convenzione Europea per i diritti dell'uomo, eliminando
l'effetto sospensivo del ricorso avverso il diniego di status.
E' evidente che questa norma, così come molte delle modifiche introdotte
dal "pacchetto", abbiano una valenza fortemente culturale, cioè
quella di restituire un'immagine del richiedente asilo come millantatore, di
insinuare il dubbio di un uso strumentale del diritto d'asilo, contribuendo
anche così ad accrescere diffidenza e razzismo.
I dati sono in assoluto contrasto con questa rappresentazione: le domande di
protezione internazionale sono state circa 13.000 nel 2007. Questo dato, in
relazione alle richieste di ingresso per lavoro (circa 730.000) è
assolutamente irrisorio e la sproporzione tra i due dati dimostra come non
ci sia un abuso di tale diritto. L'analisi dell'esito delle domande
presentate smentisce ulteriormente la tesi del sedicente perseguitato
millantatore: il 57% dei e delle richiedenti ha infatti ottenuto una qualche
forma di protezione. Questo significa che la maggior parte delle richieste
vengono effettivamente presentate da persone in fuga.
Va inoltre denunciato che il Sistema di accoglienza per richiedenti asilo e
rifugiati riesce a fornire assistenza solo al venti per cento di chi ne
avrebbe diritto. Tutti gli altri sono costretti ad arrangiarsi come possono
e spesso a vivere per strada.
Non dobbiamo infine dimenticare che molti dei potenziali richiedenti asilo
non hanno la possibilità di esercitare questo diritto perché respinti già
alla frontiera, e fra loro molti sono minori.
E' necessaria una immediata mobilitazione delle forze democratiche affinché
si fermi la pratica disumana del respingimento alla frontiera, che costringe
tanti a tornare nel paese da cui sono fuggiti per scampare alla persecuzione
e alla morte.
|
|
|