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L'Arci dalla Biennale Puglia: "Fermiamo l'ondata di intolleranza. L'arte come linguaggio universale di pace"

 

Dalla Biennale Puglia 2008, l’Arci pugliese rilancia l’appello dell’Assessore regionale al Mediterraneo, Silvia Godelli, che si è detta allarmata per gli annunci sull’apertura di nuovi Centri di Permanenza Temporanei anche nella nostra regione. La stessa Silvia Godelli aveva voluto dare un segnale su questo fronte, dedicando questa edizione della Biennale alla nazione rom.

Su questi temi, l’Arci nazionale ha elaborato una campagna, che chiede di fermare l’onda xenofoba che sembra stare abbattendosi sul nostro paese, con rastrellamenti notturni nei campi rom, case bruciate, famiglie in fuga. Un’ondata di intolleranza favorita da una campagna di disinformazione, che stabilisce pericolose equazioni e trascura di dire che metà dei rom presenti nel nostro paese è costituita da cittadini italiani, o che in altri paesi europei i rom sono molto più numerosi, e soprattutto non sono costretti in squallidi campi profughi.

La campagna nazionale dell’Arci riprende una famosa poesia di Bertolt Brecht: “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari / e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei /e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, / e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, / ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, / e non c'era rimasto nessuno a protestare.” Una poesia che l’Arci riutilizza per lanciare il messaggio che  i rom o gli immigrati rischiano di diventare quel “capro espiatorio” su cui scaricare conflitti e contraddizioni di una società incattivita dalle tensioni economiche e dall’impoverimento culturale.

“Noi vogliamo provare a dire che è possibile costruire nuovi e alternativi modelli di convivenza e di integrazione, contro le ricette semplicistiche di chi innalza nuovi muri e nuove barriere”, dichiara Alessandro Cobianchi, presidente regionale dell’Arci di Puglia. “Vogliamo provare a dirlo anche da qui”, prosegue Cobianchi “da una Biennale che al contrario è dedicata all’abbattimento delle barriere, all’apertura, al dialogo e allo scambio. Una Biennale all’insegna dell’arte come linguaggio universale di pace”.

 

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