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Appello
per la liberazione di Avni Er
AGGIORNAMENTI
Il presidente del Tribunale di Bari ha sospeso la decisione con cui la Commissione Territoriale aveva rigettato la richiesta di asilo politico per Avni Er: l'udienza del ricorso,
già fissata per il 6 maggio 2010 e rinviata al 18 maggio, è stata
ulteriormente rinviata al 10 giugno. In attesa dell'udienza, Avni è uscito dal
CIE.
Nella speranza che l'udienza del 10 giugno segni un epilogo positivo alla vicenda, invitiamo tutte e tutti a mantenere alto il livello di mobilitazione democratica.
In particolare, segnaliamo che Amnesty International ha lanciato un'Azione Urgente (appello internazionale) per chiedere alle autorità italiane di non rinviare Avni Er in Turchia, dove sarebbe a rischio di tortura:
http://www.amnesty.it/rimpatrio_tortura_turchia.html
Nel frattempo,
Il 27.04.2010 i deputati del Partito Democratico Zamparutti, Beltrandi,
Bernardini, Farina Coscioni, Mecacci e Maurizio Turco hanno presentato, sul
caso Avni Er, un'interrogazione parlamentare a risposta scritta al Ministro
dell'Interno
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il testo dell'interrogazione Contatti:
Livia Cantore (3406070902)
..................
Qualche giorno fa è stato trasferito nel CIE di Bari il cittadino turco Avni Er rispetto al quale il governo turco di Ankara ha avanzato tempo addietro formale richiesta di estradizione.
Avni Er è colpevole solo di aver svolto nel corso degli anni una puntuale denuncia delle violazioni dei diritti umani e della libertà d'informazione in Turchia.
Avni Er è un oppositore politico, accusato di appartenere al partito comunista DHKP-C . Il 1° aprile 2004 un'operazione repressiva ha provocato l'arresto di 82 persone in Turchia ed altre 59 persone tra Germania, Olanda, Belgio, Grecia ed Italia.
Tra loro giornalisti dell'opposizione, membri di organizzazioni democratiche e per la difesa dei diritti umani, avvocati ed artisti.
Avni Er, a seguito di un processo scandaloso durante il quale testimoniarono contro di lui, a volto coperto, i torturatori turchi, fu condannato dalla Corte di Assise di Perugia nel 2006 con successiva conferma della Corte d'Appello di Perugia.
Seguì una vasta campagna di mobilitazione e sensibilizzazione cui aderirono diverse associazioni nazionali (Arci, CRVG- Conferenza nazionale del volontariato della giustizia, Antigone) e vari esponenti politici; ci fu una dichiarazione a tutela dell'incolumità di Avni Er e per il rispetto delle norme internazionali a difesa dei diritti dell'individuo da parte dell'europarlamentare Giulietto Chiesa; ci furono molti ordini del giorno da parte del Consiglio provinciale di Lecce (19 marzo 2008), del Consiglio Regionale della Toscana, della Sardegna e della Campania.
Anche il Consiglio Regionale della Puglia, in data 24 giugno 2008, sottoscrisse una mozione contro l'estradizione di Avni Er in Turchia, con esplicito riferimento all'art.10 della Costituzione italiana che recita: "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge".
Ricordiamo che secondo associazioni internazionali ed autorevoli come Human Rights Watch, Amnesty International, nonché la Commissione ONU per i diritti umani ed il comitato Europeo per la prevenzione della tortura, in Turchia vi è il fondato timore di violazioni dei diritti, di trattamenti inumani e degradanti, di tortura.
Ricordiamo inoltre che il curdo Ocalan, nonostante il riconoscimento dell'asilo costituzionale rilasciato dal governo italiano, è stato detenuto in regime di isolamento totale nell'isola di Imrali per circa 11 anni. Infine, a dimostrazione della condizione politica in Turchia, citiamo il tentativo di qualche giorno fa dell'ennesimo colpo di stato manu militari.
Allo stato attuale, Avni Er ha inoltrato formale richiesta d'asilo nel nostro paese e, per quanto affermato, - anche in considerazione che la Corte d'Appello d'Anversa il 7 febbraio 2008, impegnata a giudicare 11 militanti del DHKP-C, si è rifiutata di riconoscere tale organizzazione quale "gruppo terroristico", prosciogliendo tutti gli imputati;
CHIEDIAMO
a tutte le forze democratiche, ai partiti, alle associazioni, alla società, ai sindacati, di aderire e sottoscrivere l'appello in favore di Avni Er, affinchè GLI VENGANO RICONOSCIUTE TUTTE LE FORME DI TUTELA ED IL PRINCIPIO DI NON RESPINGIMENTO.
Primi firmatari:
ARCI, associazione Gruppo Lavoro Rifugiati(Bari), Reteantirazzista (Bari), CIR (Consiglio italiano per i rifugiati), ASGI (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione), LIBERA, Undesiderioincomune (Bari), associazione Saro-wiwa (Bari),
Nichi Vendola (Presidente Regione Puglia)
Eugenio Cardi (Presid. e respons. Relaz. Istituz. Ass.cult. PUNTOEACAPO-Roma)
Don Armando Zappolini (CNCA Internazionale)
seguono altre
firme....
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il testo dell'appello con l'elenco completo delle firme
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la fiaba "Il re e il povero garofano" scritta da Avni Er
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la "lettera a una lucertola" scritta da Avni Er
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il racconto "Il falegname" scritto da Avni Er
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